13 Lug 2016

Agli albori della pubblicità c’era il Carosello

“Su, bambini, a letto: Carosello è finito”: questa la buonanotte tipica rivolta dagli schermi televisivi a tutti i bambini italiani tra il 3 febbraio 1957 e l’1 gennaio 1977.

Per dieci minuti, tutte le sere dell’anno esclusi il Venerdì Santo e il 2 novembre, la trasmissione proponeva al Paese dei piccoli racconti focalizzati su prodotti commerciali e insegnava alle aziende le prime vere basi della comunicazione.

Non erano semplici pubblicità, quelle del Carosello, ma degli sketch a regola d’arte, dei piccoli spettacoli contenuti in un altro spettacolo. Inizialmente le trame erano indipendenti dal prodotto sponsorizzato, che nella storia occupavano un ruolo quasi di contorno. Pian piano, però, la tendenza cambiò, portando il marchio al centro della scena. Un processo destinato, negli anni, a segnare l’evoluzione della pubblicità fino al boom dello spot nella forma sintetica in cui lo conosciamo.

Molto interessanti sono le figure disegnate dagli anni del Carosello, stereotipi legati nell’immaginario collettivo alla crescita economica figlia del dopoguerra: la massaia moderna e l’uomo settentrionale abili nel suggerire gli acquisti facevano infatti da contraltare al contadino, spesso meridionale, spaesato nel momento della scelta di un prodotto.

Il messaggio pubblicitario stesso, all’epoca, era molto diverso da quello del nostro tempo. La tendenza era rassicurare il consumatore, educarlo trasmettendo sicurezza e buoni propositi.

Fu la celebre soubrette Raffaella Carrà a lanciare e salutare per l’ultima volta il Carosello, il giorno di Capodanno del 1977. La trasmissione che accompagnò gli italiani per quasi vent’anni, infatti, cedette il passo al nuovo boom economico, alla nascita di uno spirito maturo e consapevole nel consumatore medio, fondamentale obiettivo della trasmissione al momento della sua nascita.

Sono passati quasi quarant’anni, ma il Carosello rappresenta tutt’oggi un’istituzione nel campo della comunicazione e della pubblicità, ricordata come il mezzo che ha dato una marcia in più ai consumi in Italia.

Oggi i social network e la voglia del pubblico di conoscere la storia e i dettagli dietro il prodotto hanno riportato in auge la tendenza al racconto lungo, al cosiddetto storytelling, e più che mai ci sentiamo figli di Carosello!