12 Apr 2016

Anthony si racconta: il web che emoziona

 

Anthony, qual è il tuo ruolo in Magistro & Creativi Associati? È corretto definirti un programmatore?

Sono un web designer. Io curo l’aspetto del sito web. Della programmazione mi occupo in parte io, in parte dei programmatori. Avere questo ruolo vuol dire rendere web quello che il cliente va a proporre: creare in pratica per questi una vetrina nella piazza virtuale di Internet.

È una tua passione? Se sì, come è nata?

La mia passione in generale è creare, farlo sul web lo è diventato di conseguenza. Io nasco come grafico e pian piano mi sono affacciato su questo mondo, per evoluzioni personali e lavorative. Dopo aver frequentato un istituto informatico, è cresciuto forte in me il desiderio di essere un creativo. Non volevo diventare un programmatore, perché vedevo l’informatica come una realtà bloccata. Ho iniziato a studiare i programmi di grafica e a realizzarla. Ho lavorato per anni in tipografia. Poi per esigenze di mercato, dopo che il ruolo del grafico ha vissuto una crescita nel mondo del web, c’è chi si è concentrato sulle grafiche dedicate ai social network e in generale al mondo di Internet e chi, come me, ha ripreso i libri di informatica e ha adattato il proprio lavoro sulla figura del web designer.

Si può dire che come un sarto cuce un vestito addosso al suo cliente, così tu modelli un sito in base alle esigenze del tuo?

Ovvio! È indispensabile. Non tutti i clienti che vengono qui hanno un’idea ben definita su quale sia o possa essere la propria reputation online. Però vengono da noi tutti con il desiderio che il proprio sito sia il più bello, il più visto. In sede preliminare, durante l’intervista a un cliente, gli chiedo cosa voglia dare attraverso il proprio sito, su cosa voglia puntare, cosa voglia trasmettere ai navigatori e potenziali clienti. Cuciamo un sito su misura per i nostri clienti, guidandoli come farebbe un sarto nel confezionare un vestito bello per un proprio cliente non esperto di moda.

Entriamo nel tecnico: cos’è una piattaforma software di content management system?

Il CMS è la piattaforma che permette a un sito di essere dinamico. Qualche anno fa, quando nacquero i primi portali web, erano creati in puro codice: erano statici. Immaginate di entrare in un supermercato, chiedere un pacco di pasta, prenderlo e uscire solo con quello. Ora, grazie al sistema CMS, si può creare un sito e permettere a un cliente, anche non esperto, di gestirlo. È una meraviglia, se si pensa che questo sistema è nato prima dei social network, quindi prima che l’utente si formasse al web attraverso tali piattaforme.

C’è una piattaforma CMS che ti senti di definire la migliore in assoluto?

Si equivalgono più o meno tutte. Ovviamente ci sono delle scuole di pensiero. Io, ad esempio, ragiono mettendomi nei panni del cliente, di chi cioè andrà a gestire il sito. Per quanto riguarda i siti vetrina, cioè quelli di presentazione di un brand o un blog, i più diffusi sono Joomla e WordPress. Io consiglio il secondo, ha un’utilità molto friendly. È stato semplificato il concetto di gestione vera e propria: i pannelli di controllo in sede di scrittura di un testo, ad esempio, sono simili a quelli di Word. Proprio per questa semplicità io scelgo WordPress.

Qual è il sito, tra quelli che hai programmato, di cui vai più orgoglioso?

Non riesco a fare distinzione tra un sito e l’altro, sono tutti “figli”. Quindi sono orgoglioso di tutti quanti loro.

Ci racconti l’aneddoto più divertente che ti è capitato mentre costruivi un sito web?

Potrei risponderti dicendoti che è raro divertirsi mentre si realizza un sito web. Ma c’è un momento che effettivamente ricordo con una certa ilarità. Mi è capitato, una volta, di relazionarmi con un centro assistenza americano. Ricevetti delle indicazioni sommarie e incomprensibili e lo feci presente a chi era dall’altra parte del telefono. Il tecnico americano mi domandò da dove lo stessi contattando. Dopo avergli scritto “Italia”, mi son visto rispondere che non poteva aiutarmi. Beh, lì mi sono preso una personale vendetta apostrofandolo con una parola in vernacolo barese che non sto qui a ripetervi. La soluzione l’abbiamo dovuta trovare da soli, però ho immaginato il mio interlocutore “lost in traslation” e, quando ci ripenso, la cosa mi fa ridere ancora oggi, a distanza di tempo.

In tre aggettivi, come deve essere il sito web ideale?

Bello, funzionale e semplice. Bello perché nessuno entrerebbe mai in un negozio brutto. L’homepage di un sito web è come la vetrina di un locale, le sue pagine come i vani. Funzionale perché devo trovare subito quello che mi serve, senza perdere tempo. Quando entro in un negozio, voglio subito trovare un commesso disposto ad aiutarmi, sapere a chi rivolgermi in caso di bisogno. In un sito funzionale trovo subito quello che mi serve. Semplice perché, nonostante molti vogliano infarcire di tante cose il proprio sito, io ritengo che questo debba essere essenziale: se cerco una maglietta in un negozio di magliette, non voglio trovare scarpe. E poi non dimentichiamo che ci sono tante persone anziane che si affacciano sul mondo del web: anche per loro è importante che un sito non sia complicato da esplorare.

Qual è il sito a cui vorresti lavorare, un sogno da realizzare?

Io voglio sempre migliorare. Ce ne sono tanti: penso ad esempio, data la mia grande passione per la musica, al sito di un grande deejay di fama internazionale. Voglio crescere, fare siti sempre più importanti per rendere il mio lavoro e quello dell’agenzia sempre più performanti.

Se potessi “rubare” una dote ad Alessandro, una a Francesco e una ad Angelica, quali sceglieresti?

Ad Alessandro il carisma. Il suo lato carismatico gli permette di poter parlare con ogni tipo di interlocutore senza alcuna difficoltà. Ale riesce a capire in un istante chi ha davanti e a intavolare ogni tipo di discorso. Anche nell’approccio al lavoro, ha un livello di autocontrollo molto alto: sorride sempre, anche quando iniziamo a lavorare presto o quando finiamo tardi, è sempre felice, quando è stressato non lo dà a vedere. E poi è sempre pronto a fare le notti, a lavorare di sabato e di domenica. A Francesco lo stile. Abbiamo scelto un account che non potrebbe essere più creativo di così. Francesco è il commerciale di un’agenzia di comunicazione, non lo vedrei mai a vendere appartamenti. Può vendere solo prodotti di creatività perché ha uno stile da creativo e un rapporto molto speciale coi clienti. Io lo invidio, perché a me manca questo lato commerciale. Ad Angelica invidio il gusto grafico sin da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme e non eravamo ancora soci. Eravamo colleghi, entrambi grafici. Affiancare una persona con studi grafici in accademie private alle spalle e il punto di vista femminile che le permette di realizzare una creatività con due o tre elementi è un fattore davvero importante.

Saluta i tuoi soci!

Angelica, ricordati che ti devi sposare, mi raccomando: fai la brava. Alessandro, sabato fammi dormire, ti prego! Francesco, bello il maglioncino, dove l’hai preso?