11 Mag 2016

Francesco si racconta: “Per me la creatività è arte”

Francesco, qual è il tuo ruolo in Magistro & Creativi Associati?

Il mio ruolo in Magistro & Creativi Associati è quello di occuparmi del lato commerciale dell’agenzia e dell’ambito degli eventi.

Ti piace avere a che fare con la gente?

Mi piace moltissimo avere a che fare con la gente, anche perché il mio ruolo non è quello di un semplice venditore, ma è quello di dover captare e capire quali siano le emozioni che il cliente vuole trasmettere. Sta a me il lato sensibile dell’agenzia, cioè capire quelle che sono le esigenze e trasferirle poi all’agenzia stessa e ai suoi reparti (grafica, web, social), facendo in modo che il cliente sia felice del risultato finale.

Anthony ci ha raccontato che non ti immaginerebbe mai a vendere automobili o altro: per lui sei nato per vendere creatività. Sei d’accordo con lui?

Innanzitutto sono lusingato, lo ringrazio. Sono nato in una famiglia in cui l’arte è stata sempre molto valorizzata. Papà era un pittore, un bravo pittore, motivo per cui l’arte mi ha sempre affascinato. Con tutta la modestia immaginabile, quindi, cerco ogni volta di capirla e amarla e per me la creatività è arte. È chiaro, allora, che amo molto quello che faccio, non potrebbe essere altrimenti.

Qual è lo scoglio più grande quando ti relazioni con un potenziale cliente?

La cosa più difficile è che il cliente si fidi di te. Molte volte un’agenzia pubblicitaria è vista come venditrice di “fuffa”. In realtà un’agenzia pubblicitaria è il veicolo attraverso il quale il cliente può vendere di più. Noi non facciamo altro che rendere bello qualcuno, con nuove tecnologie come la SEO e varie tecniche su Facebook. Possiamo far sì, in sostanza, che il cliente venga raggiunto in vari modi e quindi consegua più risultati. La cosa più difficile è entrare in empatia con l’interlocutore: faccio in modo di non deluderlo. Tutto questo è molto difficile e, per me, importante.

È difficile mantenere una barriera emotiva con i clienti?

È molto difficile. Anche perché ormai, secondo me, il pubblicitario è il proprio confessore e il proprio avvocato, gli si racconta tutto quanto: sia gli aspetti positivi, sia quelli negativi della propria azienda. Tutto questo devi fare in modo che rimanga nell’ambito professionale, quando si sta in ufficio. Usciti dall’ufficio, può esserci anche il rapporto personale. Non è vietato, anzi! È bello!

Qual è il cliente che ancora non hai avuto, ma che sogni di avere nella tua agenda?

Il prossimo che verrà.

Ci racconti l’aneddoto più divertente che ti è capitato nella tua avventura con Magistro & Creativi Associati?

Non c’è un aneddoto vero e proprio. Dico una cosa, senza voler essere smielato: ogni giorno succede qualcosa di divertente nella nostra agenzia, qualcosa che mi fa sorridere. Lavoriamo tantissimo ma siamo sempre tutti quanti insieme, ogni giorno ci divertiamo, ogni giorno accade qualcosa. È questo che mi fa sempre aver voglia di andare avanti, mi fa arrivare ogni mattina col sorriso qui in ufficio ed essere più propositivo possibile.

In tre aggettivi, come deve essere il commerciale perfetto?

Se lo sapessi, te lo direi. Anzi: se lo sapessi, sarei io!

Provaci a vendere l’uomo Francesco: perché sceglierti come amico o confidente?

Di sicuro sono una persona che riesce a mantenere un segreto. Riesco a dare ottimi consigli, ma della serie: “Fai quello che ti dico, non fare quello che faccio”. Poi sarei un buon amico perché riesco ancora a trovare i biglietti gratis per i concerti! Scherzi a parte, ritengo realmente l’amicizia il valore più alto in assoluto, ci tengo tantissimo. Devo anche essere sincero: non sono amico di tutti, ho pochissimi amici e si contano sulle dita di una mano. Però è la cosa più bella che esista al mondo, in assoluto.

Se potessi “rubare” una dote ad Alessandro, una ad Anthony e una ad Angelica, quali sceglieresti?

Parliamo di tre persone veramente molto in gamba. Angelica è una ragazza con la testa sulle spalle. È caparbia, sa quello che vuole dalla vita. Mi piacciono la sua creatività e il suo estro, mi piace moltissimo il suo estro. Ad Anthony, sarà un paradosso, ma ruberei la testardaggine. Non ho mai conosciuto una persona così testarda, nel senso buono: si impunta sul lavoro che deve fare e su quello che fa, ha le sue idee e le porta avanti. A volte anche sbagliando, ma d’altronde chi non fa, non sbaglia. Non ho mai conosciuto una persona così tanto dedita al suo lavoro: ama davvero lavorare. Di Alessandro ammiro tutto. Alessandro praticamente è tutto e gli devo tutto. Non fa che insegnarmi tutti i giorni (non che gli altri non lo facciano, anzi…), è il mio referente, quello che vorrei diventare. Non dimentichiamoci che però è un po’ rompiballe eh… J

Saluta i tuoi soci!

Ciao ragazzi, mi raccomando: teniamo duro! Non possiamo che crescere.