08 Apr 2015

Io sono pugliese, non compro francese

Da poche ore l’allarme Xilella ha varcato i confini nazionali e si è diffuso oltre le Alpi. La Francia ha posto un embargo nei confronti di molte piante e di prodotti derivati, tipici della Puglia, per scongiurare la propagazione del batterio, che ha infettato in primis i nostri ulivi.

Dall’ulivo alla vite, ma anche fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali per un totale di 102 specie vegetali, non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia per effetto del Decreto del ministero dell’Agricoltura francese.

La Francia, in quanto paese della comunità europea può farlo, le misure anti-Xylella prese da Parigi sono “in linea con la legislazione Ue”. Perché – spiegano da Bruxelles – “la legislazione Ue prescrive che in caso di pericolo imminente, uno stato membro può immediatamente prendere misure ulteriori contro le importazioni da paesi terzi” e “notificare alla Commissione gli interventi che vorrebbe vedere venissero presi, come ha fatto la Francia”. Quindi se uno dei 28 “ritiene che queste misure Ue non siano state prese o non siano abbastanza tempestive, questo può adottare misure nazionali temporanee che ritiene necessarie fino all’intervento della Commissione”.

Non sono ancora certe le cause per cui la Xilella Fastidiosa è arrivata nelle nostre campagne, causando il disseccamento rapido e che può essere combattuta solo con la motosega, ma l’ipotesi più plausibile ad oggi è che la Xylella sia stata introdotta un Puglia nel 2010, in occasione di un convegno tenuto a Bari dai fitopatologi della rete europea Cost 873.

Fra il materiale diffuso da Cost 873 quattro anni fa, in vista di quel convegno, ci sono articoli scientifici che discutono se il deliberato rilascio clandestino della Xylella possa rappresentare un’arma di bioterrorismo e che lanciano l’allarme sul suo possibile arrivo in Europa.

XylellaSe le cose stanno davvero così, ad essere in pericolo è l’economia della nostra regione basata soprattutto sul comparto agro-alimentare, con il rischio che la decisione del Ministero dell’Agricoltura francese possa influenzare le altre nazioni e soprattutto fare in modo che la Comunità Europea, possa convertire l’intervento temporaneo preso dalla Francia, in qualcosa di definitivo e obbligatorio per gli altri paesi europei.

Rispetto all’accaduto, Magistro & Creativi Associati ha realizzato una campagna di comunicazione virale che ha come primo scopo quello di far conoscere il più possibile, attraverso i social network, la decisione presa dalla Francia, ovvero, di bloccare l’esportazione di prodotti pugliesi e che abbia come effetto quello di sensibilizzare gli utenti a incentivare l’acquisto di prodotti Made in Puglia e contestualmente, non acquistare deliberatamente prodotti francesi, come segno di protesta.

Le aziende pugliesi del settore agro-alimentare che abbiamo conosciuto e con le quali abbiamo lavorato sono aziende sane, che producono vere e proprie eccellenze, la cui bontà e qualità sono rinomate e apprezzate in tutto il mondo. Pertanto, riteniamo un’ingiustizia che una misura preventiva da parte di una singola nazione possa mettere in cattiva luce i nostri prodotti e le nostre aziende agli occhi della comunità internazionale.

Per questo il nostro impegno da oggi, fino a quando non verranno prese delle misure che aiutino la Puglia a risolvere la situazione e non ad affossarla, sarà quello di diffondere quanto più possibile il seguente messaggio

#IoSonoPugliese #NonComproFrancese

con traduzione annessa a scanso di equivoci.

#JeSuisDesPouilles

#JeN’achètePasDeFrançais